Tassi fermi negli USA

In linea alle aspettative di mercato e analisti, al termine del Federal Open Market Committee la Federal Reserve ha optato per lasciare invariato il costo del denaro a 1,50/1,75%, livello cui era stato portato lo scorso marzo con una stretta di 25 punti base sui Fed Fund.

Nel corso del 2017 si è assistito a tre rialzi dei tassi nei mesi di marzo, giugno, dicembre.

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La crescita degli Stati Uniti

Si potrebbe dire “Missione compiuta per Janet”, considerando che, da quando Yellen ha preso le redini della Fed, ovvero dal 3 febbraio del 2014, lo S&P è balzato del 61%, l’oro e il dollaro sono saliti del 7% circa, e i bond sono scesi del 4%.
Eppure, l’addio di Janet Yellen arriva in contemporanea con l’allarme di un altro ex presidente della Fed: Alan Greenspan. Secondo Greenspan gli Stati Uniti rischiano una Nuova Recessione.

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IL PROBLEMA DEL MERCATO DEL LAVORO: GLI SCORAGGIATI 

La crisi del 2008 e quella successiva del debito del 2011 hanno portato l’economia mondiale a grossi sconvolgimenti sia sul lato della produzione e dei servizi. Questa situazione di riallocazione dei fattori produttivi ha portato a una situazione simile a quella della crisi del ’29 con tanta disoccupazione. Mentre la politica economica espansiva della Fed ha fatto riassorbire molto rapidamente la disoccupazione in Europa la situazione è molto critica con Paesi della parte sud con livelli in doppia cifra. Durante questo periodo di crisi però si sta manifestando un fattore nuovo, il fenomeno di persone che sarebbero disponibili a lavorare, ma non cercano e quindi inattivi, vengono definiti “scoraggiati”. Dall’ultimo studio di Eurostat, si vede come il paese con il maggior numero di “scoraggiati” in Europa è l’Italia. 
1.1. Evoluzione degli scoraggiati nella zona Euro

Nel nostro paese il numero degli scoraggiati è il più alto in Europa, con oltre 3,5 milioni di persone circa il 14% della forza lavoro nazionale contro una media europea del 4,7%. Nel complesso in tutta la zona Euro ci sono 11,4 milioni di potenziale di lavoro che potrebbe portare un grosso aumento di produttività e di crescita economica. La Germania ha solo il 2,4% a confronto del nostro 14% di scoraggiati sulla totalità della zona Euro. Questa differenza è causata da una politica attiva e sulla riforma del mercato del lavoro che negli anni sono stati attuati durante gli anni.  L’efficienza della riforma tedesca del piano Hartz proposta e attuata nel 2002 ha abbassato sia il tasso di disoccupazione sia a livello di stimolo per i lavoratori nella ricerca di lavoro. In Italia purtroppo le varie politiche del mercato non sono state ne efficaci e ne efficienti in quanto non si è lavorato sul come risolvere il problema ma solo per poterlo “tamponare” nel breve periodo tramite sussidi di disoccupazione. In Italia, forse solo il Jobs Act è il primo piano di riforme che va a riformare il mercato del lavoro nel lungo periodo attraverso la costituzione di centri dell’impiego che devono far incontrare domanda ed offerta di lavoro.
1.2. Forza lavoro potenziale dei Paesi Euro


Il vero problema degli scoraggiati è che, se queste persone incominciassero a cercare lavoro, il numero di disoccupati si innalzerebbe e di conseguenza il tasso di disoccupazione mettendo in crisi le politiche del mercato del lavoro. 

OSPECA 

F.MARINARO

TASSI NEGATIVI PER FAR RIPARTIRE LA CRESCITA ECONOMICA

“Se nuovi shock negativi dovessero offuscare l’outlook, oppure la variazione delle condizioni di finanziamento si rivelassero insufficiente a stimolare l’economia e l’inflazione, abbiamo ancora in serbo una riduzione dei tassi”.Queste sono le parole dette nell’ultimo meeting della BCE dal capo economista Peter Praet. I tassi nella zona Euro sono negativi ma le prospettive di crescita dell’inflazione rimangono basse intorno al 0,30% per tutto il 2016. Il nuovo piano della BCE che si inaugurerà il primo di giugno ha come obiettivo quello di aumentare l’inflazione e dare una spinta alla crescita economica di tutta la zona euro. La Banca centrale nel nuovo piano offrirà liquidità al mercato tagliando il tasso di rifinanziamento che passa da -0,3 a -0,4%, mentre tasso di rifinanziamento verrà portato allo zero. Per di più anche il tasso di rifinanziamento marginale, che governa i prestiti straordinari a brevissimo termine che le banche chiedono alla Bce, è stato tagliato allo 0,25% dallo 0,30%. Questo scenario però va contro il postulato che sta alla base della teoria economica, gli individui preferiscono consumare beni e servizi oggi che in futuro e da questo concetto che nasce il tasso di interesse positivo che renumera questa sacrifico di mancato consumo. Negli anni ’70, i tassi di interesse furono relegati in campo negativo per un periodo prolungato in quanto l’inflazione era superiore ai tassi di interesse nominali. La situazione attuale è molto simile a quella degli anni ’70 ma la differenza sostanziale sono le cause che hanno provocato questa caduta dei tassi. Negli anni ’70 l’aumento del prezzo del petrolio fu artefice dell’indebolimento della crescita economica, mentre oggi la mancanza di crescita è causata da elevati livelli di indebolimento e dai molteplici default del credito dovuti a una domanda stagnante. Una situazione parallela si è verificata durante la crisi del ’29, precisamente negli anni dal’29 al’33, e fu anche coniata l’idea di “denaro libero” in cui per evitare la stagnazione si cercava di indurre individui a consumare invece che risparmiare. Questa teoria si basava su l’idea di un tasso negativo sui depositi che faceva diminuire il valore e la quantità di denaro risparmiato. 

1.1. La velocità di circolazione di moneta negli USA.


La chiave per far ripartire i consumi e la crescita economica è la velocità di circolazione delle moneta che può essere stimolato solo da tassi negati di interesse spingendo gli individui a consumare.

OSPECA

F.MARINARO

IL FONDO ATLANTE E LA SITUAZIONE BANCARIA ITALIANA

“The Unnamed Beneficiary of an Italian Bank Bailout” titolava qualche giorno fa il Financial Times. Il sistema bancario italiano si trova in una situazione di grave crisi causata da anni di mal gestione e di poca chiarezza da parte del management. Il fallimento di quattro banche nel novembre del 2015 ha portato alla nascita del fondo Atlante. Questo fondo ha come finalità quella di sostenere le banche italiane nelle proprie operazioni di aumenti di capitale e a favorire la gestione dei crediti in sofferenza del settore. La composizione del fondo è fatta da banche italiane e la sua dimensione è pari a 4,25 miliardi di euro e la quota di un singolo dei 67 partecipanti non è in nessun caso superiore al 20% della dimensione del fondo. Il fondo potrà acquisire fino al 30% in crediti non performanti e può anche garantire asset su tranche junior o mezzanine di Abs o di veicoli creati ad hoc. I maggiori finanziatori sono Intesa San Paolo e Unicredit con apporti di circa un miliardo di euro ciascuno.Tra il 2015 e il 2016 le sofferenze bancarie italiane hanno toccato il suo apice di criticità toccando i 200 mln di euro, influenzati anche da enormi conflitti di interesse e bilanci falsati e da un management non all’altezza di gestire certe situazioni di crisi. 

1.1. Evoluzione delle sofferenza bancarie italiane.


Il fondo è stato utilizzato per la prima volta per l’aumento di capitale di Popolare di Vicenza, la quale non è riuscita ad essere ammessa in Borsa Italiana. Il flotta non è arrivato al 25% per garantire la liquidità del titolo in Borsa e quindi non è stata ammessa alla quotazione. Il 93% dell’aumento di capitale è stato sottoscritto dal fondo Atlante pagando 10 centesimi di euro per azione, prima della pseudo quotazione ogni azione era valutata 62 euro. La prossima banca che verrà o si cercherà di essere quotata è Veneto Banca che si trova in una situazione simile a quella di Popolare di Vicenza. Il vero problema è la ristrutturazione di un sistema che per anni ha vissuto di altissimi compensi più alti d’Europa per i manager che hanno performance al di sotto del comparto europeo e di un altissimo effetto clientelare che hanno portato a squilibri e disallieneamenti economici difficilmente aggiustabili nel breve periodo
OSPECA
F.MARINARO