ATTENZIONE PERICOLO ALLONTAMENTO: BILLIONAIRES E SVIZZERA SEMPRE PIU’ IN LA’

Vi diamo una notizia dell’ultima ora: I billionaires, così si chiamano ora, stanno aumentando. Di qualche giorno fa la statistica ISTAT secondo cui i le 10 persone più ricche d’Italia possiedono gli stessi bene e lo stesso reddito di ben 500mila famiglie italiane. Capito? Cinquecentomila. Avvocati e banchieri si sono incontrati lo scorso anno, a porte socchiuse, per cercare di intercettare al meglio i tanti miliardari che la crescita economica sta continuamente generando. Ecco le istruzioni per l’uso, per godere di questa ricchezza anche noi. Ma attenzione a non agitare troppo, pericolo! Andiamo per ordine, in fondo a noi le cose piace farle per bene. Primo dato: il numero dei miliardari è in crescita. Esponenziale. Non ci sono mai stati tanti ricconi nella recente storia del capitalismo. Provenienti soprattutto dalle aree nuovo mondo. Hanno una grande fame di immobili. Ci sarà, ma di fatto è già in corso, una corsa ad accaparrarsi le prime location (i quartieri più fighetti, traduciamo noi) delle città più cosmopolite: Londra, New York, Tokyo, Hong Kong. Queste città sono lo sbocco naturale di parte dei nuovi capitali internazionali e quindi i prezzi sono destinati a continuare a salire. Non sono citate né Milano, né Roma. Né le nostre straordinarie città d’arte. Perché dove possiamo raccimolare qualche investimento straniero noi non ci siamo mai? Sembra che siamo intolleranti ai capitali esteri. La Svizzera ad esempio sa di essere una location internazionale, con personale bancario che parla svariate lingue e multinazionali bancarie di prim’ordine. Perchè questo maledetto accordo per rimportare in Italia i capitali portati all’estero illegalmente non riusciamo a farlo? Eppure la questione sarebbe semplice: mettersi a tavolino con il Ministro dell’Economia della Svizzera, stabilire una percentuale da lasciargli per il rimpatrio dei nostri capitali. In fondo sarebbero generosi, si priverebbero di fondi detenuti illegalmente e provenienti da chissà quale illecito finanziario e non quindi ci sembra giusto dargli una quota. Una mancia (anche se ultimamente è passata un po’ di moda) la chiamano oggi nel servizio di ristorazione. Si, grazie Svizzera. Evviva! Ma il vero vincitore di questa globalizzazione della ricchezza è Londra. È e sarà il luogo in cui i billionaires vanno a vivere, facendo studiare i figli, mentre in Svizzera saranno depositati i quattrini e gestiti gli averi legali e non. Un livello di istruzione eccellente, anche se caro, una tassazione relativamente contenuta, un sistema burocratico e giudiziario semplificato e la dimestichezza ad affrontare culture diverse sono la carta vincente di Londra. La capitale del Regno Unito sembra essersi specializzata: questa è la città per i miliardari. Andate, non tradiremo le vostre aspettative. E qui da noi? L’Italia semplicemente non esiste. L’eccentrico o colto miliardario americano che adorava l’Italia degli anni 50 non c’è più. Stiamo dando un immagine del Paese sbagliata: miliardari che non cercano più da noi, capitali che vengono portati all’estero, sceicchi che non investono da noi e petrolieri che portano i loro averi fuori dai nostri confini. E la cosa peggiore è che non si è sentita una sillaba dal nuovo Governo riguardo questa questione. Anzi a proposito di grammatica dobbiamo fare una precisazione. Ricordate? A noi le cose precise piacciono. Nel Def (art. 8 c.4 bis) c’è nella voce generica “rimpatrio capitali fondi Ue” una cifra irrisoria di 800 milioni, ovviamente buttata la come si buttano i dadi quando si gioca. Ovviamente poi nel Def si sbagliano i rialzi del PIL, nelle statistiche le percentuali non tornano i se i tecnici della Ragioneria dello Stato sollevano dubbi sulle coperture finanziarie del Def sono cattivi. Oh si cattivi cattivi come si dice ai bimbi quando si raccontano le favole. Ah proposito ricordate quella di pinocchio dove il gatto e la volpe volevano far credere che piantando soldi sotto l’albero questi sarebbero cresciuti? Ecco non vorremmo sembrare sgarbati ma qui vediamo tanti gatti e tante volpi ma soprattutto pochi alberi.

OSPECA
MICHELE FASCETTI

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