L’Emergency Liquidity Assistance e il caso Grecia

grecia

La settimana scorsa si è chiusa con la notizia che la BCE ha chiuso i rubinetti di liquidità alla Grecia definendo i suoi bond non più valevoli come liquidità. Tutto ciò in contemporanea con l’“anti-austerity tour” del primo ministro greco Tsipras e del neoministro Varoufakis.
La possibilità sempre più concreta che il nuovo governo ellenico non continui il processo di riforme e l’intenzione di ristrutturare il debito pubblico con titoli di Stato perpetui (a scadenza fino a 50 anni), hanno indotto la BCE a reagire così duramente.
La Grecia è già stata aiutata dall’istituto con sede a Francoforte che ha erogato liquidità d’emergenza, sotto forma di ELA, per 40 miliardi di Euro (oltre alla richiesta di ulteriori 10 miliardi).
Ma andiamo ad approfondire le dinamiche dell’ELA.

L’Emergency Liquidity Assistance consiste nell’erogazione da parte delle banche centrali nazionali dell’Eurosistema di moneta e/o altri aiuti che incrementino la moneta di banca centrale. Il destinatario può essere un’istituzione finanziaria solvibile che tuttavia affronta una temporanea mancanza di liquidità.
Occorre sottolineare che tale misura non rientra nell’ambito della politica monetaria unica e che qualsiasi costo e rischio derivante è sopportato dalle singole banche centrali nazionali.
Nonostante questo, l’articolo 14 dello Statuto del SEBC (sistema europeo di banche centrali e BCE) permette al Consiglio direttivo della BCE di porre il veto sulle operazioni di ELA se si ritiene che queste possano porsi in contrasto con gli obiettivi e i compiti dell’Eurosistema. Il Consiglio direttivo adotta le sue decisioni con una maggioranza di due terzi dei votanti sulla base delle informazioni che le vengono inoltrate entro tre giorni lavorativi antecedenti la riunione.
In particolare la normativa ha elencato il contenuto minimo dell’informativa da inviare all’Eurotower:
1. Destinatario dell’ELA.
2. Data di valuta e data di scadenza dell’ELA erogata. In altre parole data di inizio e data di scadenza stimata.
3. Volume accordato dell’ELA.
4. Valuta di denominazione dell’ELA.
5. Garanzie reali e personali a fronte delle quali l’ELA viene conferita. In particolare si richiede anche la valutazione delle attività a garanzia e un’eventuale analisi approfondita delle garanzia personali e delle salvaguardie contrattuali.
6. Tasso d’interesse che la controparte deve corrispondere sull’ELA erogata.
7. Le motivazioni che hanno portato alla concessione dell’ELA. Perciò è necessario comunicare alla BCE un’approfondita analisi delle cause che hanno portato l’istituzione finanziaria alla temporanea mancanza di liquidità.
8. Valutazione dell’autorità di vigilanza prudenziale sulla posizione di liquidità e la solvibilità dell’istituzione destinataria dell’ELA. Tale relazione include anche una revisione dei criteri che nel passato hanno portato ad una conclusione positiva in merito alla solvibilità. Da questo aspetto si evince la volontà del legislatore di perfezionare i meccanismi di controllo per prevenire future situazioni di instabilità con maggiore efficacia.
9. Valutazione sulla dimensione transfrontaliera e/o le potenziali implicazioni sistemiche della situazione che ha reso/rende necessaria l’erogazione dell’ELA.
Ulteriori informazioni attinenti ai punti 1-9 devono essere trasmesse a posteriori. Comunque il Consiglio direttivo può ampliare gli adempimenti informativi a carico della banca centrale nazionale competente.
La normativa pone anche delle soglie quantitative alle operazioni di ELA. Qualora il valore complessivo delle operazioni di ELA a favore di una stessa istituzione finanziaria o gruppo superi i 500 milioni di Euro, le rispettive banche centrali nazionali sono tenute ad informare la BCE anteriormente all’erogazione dell’assistenza.
Se invece il valore totale superi i 2 miliardi di Euro, il Consiglio direttivo è tenuto a valutare la possibilità che la concessione di liquidità d’emergenza vada ad interferire o meno con gli obiettivi e i compiti dell’Eurosistema.
Inoltre, su domanda delle banche centrali nazionali, il Consiglio direttivo può fissare, per un periodo ristretto, un importo sotto il quale non si possono sollevare obiezioni sulle operazioni di ELA.

Alla luce degli ultimi fatti, la BCE “ha chiarito con fermezza il proprio mandato e ha chiesto al nuovo governo di confrontarsi velocemente e in maniera costruttiva con l’Eurogruppo per mantenere la stabilità finanziaria”. Una soluzione giudicata dagli addetti ai lavori di natura politica che dunque prende le distanze dai ragionamenti di mera contabilità di bilancio.
Ma intanto i mercati non hanno preso bene la notizia e la borsa di Atene crolla aprendo il lunedì 9 con un -5%.

OSPECA
MAURO MARTINO

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