PIRATI DEI MERCATI: OLTRE I CONFINI DELLA LEGGE

“Nella Tortuga della finanza mondiale, i corsari neri abbondano. Sono filibustieri in giacca e cravatta che utilizzano smartphone e computer e parlano molte lingue. E’ un grumo di connivenze che fa da tramite fra politica, istituzioni, economia e finanza. Da tempo i boss della ‘ndrangheta ragionano con la testa di tanti professionisti senza scrupoli, assetati di nero.” Nicola Gratteri e Antonio Nicaso in “Oro bianco”. 
Il riciclaggio consiste nelle reimmissione di denaro di provenienza illecita nell’economia legale, al fine di dissimularne o occultarne l’origine e il sistema repressivo è attuato ex Art. 648bis Codice Penale.

Affinché queste banconote impregnate di muffa, tornino a profumare di legale carta stampata, è necessario un “lavaggio”, che pulisca la loro illecita provenienza. Lavaggio che può avvenire per il tramite di complessi escamotages bancari e finanziari, o anche solo con una semplice giocata nella slot di un casinò.

  1°PASSAGGIO Denaro sporco 

 2°PASSAGGIO Strumento di conversione

3° PASSAGGIO Denaro pulito

Senza implicare massimi sistemi di economia e finanza, ragioniamo su quanto possa essere facile per ciascuno di noi – sia ben chiaro, non vuole essere un invito!- eludere il sistema legale:

Tizio ha a propria disposizione una somma pari a 5000 €, frutto di un’attività illecita. Per poter disporre liberamente di quella somma ha bisogno di occultarne la provenienza. Tizio potrebbe banalmente recarsi nella casa da gioco più vicina a casa sua ed inserire il contante in una delle slot: l’intero importo viene immesso e caricato con semplici passaggi . Tutto farebbe pensare che Tizio voglia semplicemente tentare la fortuna, ma non è così. Tizio non farà nemmeno una giocata perché si limiterà a premere il pulsante di erogazione dello scontrino, scontrino che riporterà soltanto l’ammontare della vincita, non specificando invece la quota iniziale. Con questo meccanismo Tizio risulta VINCITORE di 5000 €: potrà quindi legittimare la sua entrata come risultato di una vincita ad un gioco regolamentato dallo Stato, ponendo definitivamente nell’oblio la derivazione illecita del suo denaro. In quest’ottica nasce la figura embrionale del “Riciclatore”.  

La disciplina antiriciclaggio è stata introdotta in Italia verso l’inizio degli anni ’90 del secolo scorso e da allora è in continuo divenire. Le disposizioni fondamentali sono contenute nel D.Lgs. 231/2007 di attuazione della direttiva CE n. 60/2005. La normativa interviene nella fase di conversione del denaro sporco, cooperando con intermediari finanziari e con altri soggetti esercenti attività non finanziarie( tra i quali ,rimandando al nostro esempio,anche gestori di case da gioco), secondo i criteri dettati dal sistema nazionale antiriciclaggio che si basa sulla UIF – Unità di Informazione Finanziaria.

Secondo la Banca d’Italia, i soldi riciclati dalle mafie ammontano a 140 miliardi di euro l’anno,ovvero il 10% del PIL italiano, contro una media europea pari al 5 %. Lo Stato riesce a confiscare soltanto 3 di quei miliardi, una cifra pari al 2 % del totale

Nonostante siano aumentate le segnalazioni sospette, grazie soprattutto alla collaborazione di banche e poste, il nemico da contrastare è rappresentato da una zona grigia di intermediari finanziari disponibili a rendersi strumento del riciclaggio.

OSPECA

GIULIA MINUTI

 

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