IL PROBLEMA DEL MERCATO DEL LAVORO: GLI SCORAGGIATI 

La crisi del 2008 e quella successiva del debito del 2011 hanno portato l’economia mondiale a grossi sconvolgimenti sia sul lato della produzione e dei servizi. Questa situazione di riallocazione dei fattori produttivi ha portato a una situazione simile a quella della crisi del ’29 con tanta disoccupazione. Mentre la politica economica espansiva della Fed ha fatto riassorbire molto rapidamente la disoccupazione in Europa la situazione è molto critica con Paesi della parte sud con livelli in doppia cifra. Durante questo periodo di crisi però si sta manifestando un fattore nuovo, il fenomeno di persone che sarebbero disponibili a lavorare, ma non cercano e quindi inattivi, vengono definiti “scoraggiati”. Dall’ultimo studio di Eurostat, si vede come il paese con il maggior numero di “scoraggiati” in Europa è l’Italia. 
1.1. Evoluzione degli scoraggiati nella zona Euro

Nel nostro paese il numero degli scoraggiati è il più alto in Europa, con oltre 3,5 milioni di persone circa il 14% della forza lavoro nazionale contro una media europea del 4,7%. Nel complesso in tutta la zona Euro ci sono 11,4 milioni di potenziale di lavoro che potrebbe portare un grosso aumento di produttività e di crescita economica. La Germania ha solo il 2,4% a confronto del nostro 14% di scoraggiati sulla totalità della zona Euro. Questa differenza è causata da una politica attiva e sulla riforma del mercato del lavoro che negli anni sono stati attuati durante gli anni.  L’efficienza della riforma tedesca del piano Hartz proposta e attuata nel 2002 ha abbassato sia il tasso di disoccupazione sia a livello di stimolo per i lavoratori nella ricerca di lavoro. In Italia purtroppo le varie politiche del mercato non sono state ne efficaci e ne efficienti in quanto non si è lavorato sul come risolvere il problema ma solo per poterlo “tamponare” nel breve periodo tramite sussidi di disoccupazione. In Italia, forse solo il Jobs Act è il primo piano di riforme che va a riformare il mercato del lavoro nel lungo periodo attraverso la costituzione di centri dell’impiego che devono far incontrare domanda ed offerta di lavoro.
1.2. Forza lavoro potenziale dei Paesi Euro


Il vero problema degli scoraggiati è che, se queste persone incominciassero a cercare lavoro, il numero di disoccupati si innalzerebbe e di conseguenza il tasso di disoccupazione mettendo in crisi le politiche del mercato del lavoro. 

OSPECA 

F.MARINARO

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