TASSAZIONE IN INGHILTERRA ED IN ITALIA

I luoghi comuni tra il sistema tassativo Inglese ed Italiano sono diversi: Il sistema fiscale Inglese è più complesso di quello italiano. Falso, in realtà è anche molto più semplice; in Inghilterra le tasse sulla casa di proprietà sono maggiori che in Italia. Falso anche questo. In realtà si pagano di meno; mettersi in proprio in UK è complicato e burocratico. Falso, le tempistiche ed i costi sono tutte a favore dell’imprenditore. Va evidenziato, inoltre, come il sistema contabile inglese sia più chiaro rispetto a quello italiano: non ci sono tantissime aliquote, il che è un problema classico in Italia ed il governo Inglese tende ad aiutare l’imprenditore, il professionista che vuole pagare le tasse.
Le differenze principali tra i due sistemi riguardano quindi, innanzitutto, una minore pressione fiscale e una maggiore chiarezza del sistema contabile/fiscale. Va aggiunto poi anche l’aiuto da parte del Governo nell’aprire un proprio business e la facilitazione nel pagamento delle stesse tasse, rispetto alle modalità, anche un po’ troppo burocratiche, che si hanno in Italia. Il fisco calcola gratis le tasse dovute dal contribuente, che si limita semplicemente a presentare la documentazione.
Ergo, in Inghilterra si pagano meno tasse, c’è maggiore flessibilità, semplicità e sostenimento. Probabilmente sono queste le ragioni per cui il colosso italiano FIAT sta riflettendo sulla possibilità di trasferire il proprio domicilio fiscale nel Regno Unito ottenendo in questo modo diversi vantaggi: l’azienda potrà scegliere dove spostare i propri profitti, così, il peso fiscale sarà sicuramente inferiore. Questo è l’effetto di quella flessibilità e di quella globalizzazione che ora interessano l’economia mondiale ed è lo stesso che hanno fatto aziende come Google e Amazon nei confronti del Regno Unito; la corporate tax in UK era al 24% nel 2012, poi scesa al 23% nel 2013 e all’attuale 21% in questo 2014 ed il governo Cameron ha promesso che, in caso di vittoria alle prossime elezioni generali nel 2015, la tassazione per le aziende verrà portata al 20 per cento permettendo all’azienda italiana un notevole risparmio.
Tutto ciò, come è evidente, porterà indubbi vantaggi alla FIAT, nuovi guadagni per il fisco britannico e soprattutto ulteriori perdite per quello italiano.

OSPECA
FABIO MORELLI

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