MA LA NOSTRA EURORA

Unico parlamento e unico governo? No, grazie! Ci teniamo quelli nazionali (visto mai qualcuno si trovasse disoccupato da un giorno all’altro) ed in più aggiungiamo quello Europeo (affiancato da una buona Commissione) visto mai qualcuno avesse bisogno di lavoro. Secondo l’art.14 TUE il Parlamento Europeo è composto dai rappresentanti dei cittadini dell’Unione Europea. I membri sono eletti a suffragio universale libero, diretto e segreto. Il numero massimo dei parlamentari è 751; attualmente il loro numero è di 754 perché sono stati introdotti dei “parlamentari fantasma” che non hanno diritto di voto. La rappresentanza dei cittadini è garantita in modo degressivamente proporzionale, cioè i parlamentari espressi dai Paesi più grandi sono proporzionalmente in numero inferiore rispetto a quelli dei Paesi più piccoli con la presenza di però di due correttivi: a nessuno Stato possono essere assegnati meno di 6 seggi e non più di 96 seggi. La durata del mandato dei parlamentari è di 5 anni. L’organizzazione ed il funzionamento del Parlamento sono disciplinati dal suo regolamento interno che esso stesso adotta a maggioranza dei membri che lo compongono. Capito? Si danno regole da soli da buoni anarchici! E se le violano? Si fanno anche giustizia da soli; che bravi, sono autosufficienti ed indipendenti. Si organizza al proprio interno secondo dei gruppi che condividono le stesse idee politiche per un totale di 7 gruppi. Il Parlamento elegge al proprio interno un Presidente e alcuni vicepresidenti (insieme formano l’ufficio di presidenza); quest’ultimo a sua volta nomina un Segretario generale che è capo di un Segretariato che assiste l’ufficio di presidenza. La sede si trova a Strasburgo dove si tengono 12 sedute plenari mensili mentre quelle aggiuntive si tengono a Bruxelles. Il Parlamentari non possono essere ricercati, indagati, detenuti o perseguiti per le opinioni o i voti espressi nell’esercizio delle loro funzioni. Le delibere sono a maggioranza relativa con il numero legale raggiungibile con la presenza in aula di almeno 1/3 dei membri stessi, ma le delibere sono valide comunque a meno che a seguito di una verifica richiesta da un certo numero di parlamentari venga constatata la mancanza del numero legale effettivo; per le delibere più importanti come quelle in materia di bilancio viene richiesta la maggioranza assoluta dei componenti del Parlamento. Tra le principali funzioni ricordiamo il potere generale di discussione e in particolare in materia PESC, il potere legislativo insieme al Consiglio, la funzione di bilancio e di controllo politico sull’operato delle altre istituzioni e la nomina del mediatore europeo. Ma mi domando: perchè 500 milioni di cittadini europei dovrebbero desiderare e sostenere la Comunità Europea? Quali sono i vantaggi che, con la Comunità, i cittadini si aspettavano di avere? Cultura comune? Le culture sono rimaste diverse e la Comunità non è servita allo scopo di unificarle. Le varie nazioni hanno in comune solamente l’appartenenza ad una società di tipo consumistico. Protezione della moneta? In Italia i prezzi con l’Euro sono raddoppiati. Le oscillazioni della lira si autoregolavano nel mercato europeo. Lira forte? Buone importazioni. Lira debole? Buone esportazioni. Difesa verso la concorrenza degli altri continenti? Non è stato fatto nulla su questo importante fronte che era tra i più attesi dalla comunità. Uniformità di tasse? Non è successo. Uniformità dell’istruzione? Non è successo. Uniformità del costo dei prodotti e servizi? Non è successo. Uniformità delle leggi? Non è successo. Uniformità del sistema bancario? Indovinate? Non è successo. Uniformità della lingua? Non è successo neanche questo. Uniformità del sistema pensionistico? Non è successo e non succederà. Unico esercito? Non è accaduta neppure questa cosa, che era tra le più scontate e le più richieste dall’ONU. Tutte le nazioni europee vi hanno aderito? No, non tutte, anche se alcune hanno aderito “standone fuori”, come l’Inghilterra, tanto per complicare le cose. Unica Costituzione? No, non esiste, gli stati membri non l’hanno voluta. Sapete? Il diritto internazionale non sa neanche cosa siamo: chi ci definisce una vera e propria organizzazione internazionale e chi un embrione di Stato federale, caratterizzato dall’erosione, in materie di competenza dell’Unione, delle sovranità statali. L’unica cosa in comune è dunque la moneta, il denaro, i soldi, che però non hanno lo stesso valore nelle varie regioni della Comunità perchè i salari, le tasse e il costo della vita sono diversi. E figuriamoci. I fondatori sono partiti dal basso, il denaro, per unificare, anziché partire dai principi, cioè da una Costituzione unica, uguale in tutto il continente. La Costituzione non interessava, il denaro a quanto pare si. Ma allora che fare? Tornare indietro non è neppure previsto da nessuno dei migliaia di Trattati che ci impongono di ratificare. Tra i regolamenti e le direttive non si parla di nulla di tutto questo; non che ce ne freghi qualcosa ma almeno la cortesia di farci vedere che ci si prova. Insomma abbiamo buttato via 20 anni, come al solito. Tante chiacchiere, riunioni, congressi, libri, rimproveri, procedure d’infrazione ecc. Molti ci hanno guadagnato con la Comunità m sicuro non 500 milioni di cittadini. Ah dimenticavo, alle prossime elezioni europee andate tutti a votare che qualche capoccione di Bruxelles si è offeso perché non tutti si sono degnati di mettere una croce dove una croce non serve, non in queste condizioni per lo meno.

OSPECA
MICHELE FASCETTI

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