FIAT l’azienda

FIAT (acronimo di Fabbrica Italiana Automobili Torino) è un marchio automobilistico di Fiat Group
Automobiles a sua volta facente parte del gruppo industriale Fiat S.p.A.
Il marchio medesimo ha una lunga storia, essendo stato fondato l’11 luglio 1899 a Torino come casa
produttrice di automobili, per poi sviluppare la propria attività in numerosi altri settori, dando vita a
quello che sarebbe diventato il più importante gruppo finanziario e industriale privato italiano del
XX secolo.
Dal 1° febbraio 2007 fa parte, insieme ai marchi Alfa Romeo, Lancia, Abarth e Fiat Professional, di
Fiat Group Automobiles, che rappresenta una delle diramazioni di Fiat S.p.A..
Il Gruppo svolge attività industriali nel settore automobilistico attraverso società localizzate in 40
paesi e intrattiene rapporti commerciali con clienti in circa 150 paesi. Il Gruppo progetta,
ingegnerizza, produce, distribuisce e vende veicoli nel mercato dei marchi generalisti con i brand di
origine Fiat (Fiat, Alfa Romeo, Lancia, Abarth e Fiat Professional), Chrysler (Chrysler, Jeep,
Dodge, Ram e veicoli ad alte prestazioni personalizzati da SRT – Street and Racing Technology
team) e vetture di lusso con i marchi Ferrari e Maserati. Il Gruppo opera anche nel settore della
componentistica (Magneti Marelli e Teksid), dei sistemi di produzione (Comau) e dei servizi postvendita e ricambi (Mopar). In aggiunta, il Gruppo fornisce servizi di finanziamento, di leasing e di noleggio a supporto del business automobilistico attraverso società controllate, joint venture e
accordi con operatori finanziari specializzati.
Le attività operative del Gruppo nell’ambito dei marchi generalisti (vetture, veicoli commerciali,
ricambi e servizi) sono organizzate su base regionale e attribuite a quattro “region” che
rappresentano quattro aree geografiche: NAFTA (Stati Uniti, Canada e Messico), LATAM (Sud
America e America Centrale escluso il Messico), APAC (Asia e Pacifico) ed EMEA (Europa,
Russia, Medio Oriente e Africa).
Dopo 115 anni di storia la fusione con Chrysler segna “un altro salto epocale” con la “fine di un
lunghissimo ciclo storico”. E’ giunto il momento per Fiat di fare un vero e proprio salto di qualità,
ampliando le proprie vedute come mai prima d’ora e concentrandosi su un mercato globale.
Nell’aprile 2009 Fiat Group ha acquisito la Chrysler Group LLC a costo zero, impegnandosi a
condividere con questa società le proprie conoscenze tecniche e brevetti in materia di “motori
verdi” e ridotti consumi energetici. Il 10 giugno il Gruppo Fiat e Chrysler Group LLC comunicano
di aver firmato un’alleanza strategica globale. A fine 2009 viene decisa la scissione del ramo pickup
e furgoni da Dodge, cosa che porta alla nascita del nuovo marchio Ram Trucks. A dicembre Fiat
S.p.A viene riconosciuta leader di sostenibilità ed entra negli indici Dow Jones Sustainability (DJSI)
World e Dow Jones Sustainability STOXX.
Il 21 aprile 2010, nell’assemblea degli azionisti, John Elkann viene nominato presidente di Fiat
Group, succedendo a Luca Cordero di Montezemolo (che rimane nel consiglio di amministrazione
del Gruppo). Nella stessa occasione, l’amministratore delegato Sergio Marchionne presenta il piano
industriale del Gruppo relativo al quinquennio 2010-2014: il piano prevede lo scorporo da Fiat
Group delle attività agricole, industriali e powertrain (relative alla sola divisione industrial &
marine), per farle confluire nella nuova Fiat Industrial; contestualmente, per la gestione dei settori
auto, componentistica, sistemi di produzione ed editoria, è prevista la creazione della nuova Fiat
S.p.A.. Per entrambe le società nate dalla scissione è prevista la quotazione alla Borsa di Milano. Il
16 settembre l’assemblea degli azionisti approva il progetto di scissione parziale proporzionale di
Fiat S.p.A. a favore di Fiat Industrial S.p.A.
Il progetto di scissione del Gruppo viene completato il 1º gennaio2011; da questa data, John Elkann
diventa presidente di Fiat S.p.A., mentre Marchionne assume le cariche di AD di Fiat S.p.A. e
presidente di Fiat Industrial.
Con il nuovo assetto Fiat S.p.A. comprende FGA, Ferrari, Maserati, Magneti Marelli, Teksid,
Comau e Fiat Powertrain Technologies (attività powertrain “Passenger & Commercial Vehicles”).
comprende CNH, Iveco e FPT Industrial (attività powertrain “Industrial & Marine).
Il 10 gennaio 2011 la quota della nuova Fiat S.p.A. sale al 25%, il 12 aprile sale ancora al 30% ed il
24 maggio passa al 46%. Intanto, ad aprile veniva ceduta Global Electric Motor Cars a Polaris
Industries. Il 21 luglio il Gruppo italiano ottiene ufficialmente il controllo della maggioranza del
pacchetto azionario di Chrysler Group, salendo al 53,5%; il 5 gennaio 2012 la quota viene
ulteriormente incrementata al 58,5% in virtù del raggiungimento di obiettivi industriali
precedentemente stabiliti.
Nel gennaio del 2014 viene annunciato l’inizio delle operazioni volte ad acquisire, attraverso la
controllata Fiat North America, la totalità delle azioni di Chrysler Group da parte del gruppo
italiano, manovra completata il 21 dello stesso mese. A seguito di ciò, il 29 gennaio la proprietà Fiat
fa quindi partire una riorganizzazione atta all’integrazione tra i due gruppi, volta alla costituzione di
un nuovo e unico soggetto globale denominato Fiat Chrysler Automobiles.
Il nuovo gruppo globale è stato fondato come società di diritto olandese, con domicilio fiscale a
Londra e con Torino che rimarrà la sede dei vertici per l’Europa di FCA. Le azioni ordinarie sono
quotate presso lo Stock Exchange di New York (mercato primario), con un’ulteriore quotazione sul
mercato telematico della borsa di Milano.
Questo è stato senza dubbio un passaggio epocale nella storia della Fiat che è diventata un
costruttore di auto globale, il settimo più grande del mondo.
Anche i risultati con cui ha chiuso il 2013 mostrano i frutti di questa unione.
Le consegne a livello mondiale sono cresciute del 3 per cento rispetto all’anno precedente,
arrivando a 4,4 milioni di unità. I ricavi sono stati pari a 87 miliardi di euro, in aumento del 3 per
cento in termini nominali e del 7 per cento se valutati a cambi costanti.
L’utile della gestione ordinaria è stato di 3,4 miliardi di euro, mentre l’utile netto è arrivato a quasi 2
miliardi di euro.
La liquidità disponibile complessiva, al 31 dicembre 2013, era pari a 22,7 miliardi di euro.
Nel complesso, i risultati positivi ottenuti dai marchi Fiat nei mercati di massa del Nord America e
dell’Asia-Pacifico hanno più che compensato la perdurante debolezza del mercato europeo e il
rallentamento registrato in America Latina.
Parallelamente, è proseguita la crescita dei marchi di lusso e anche il business della componentistica
ha contribuito in modo positivo.
Considerando le performance dei marchi generalisti per area geografica, in Nord America (NAFTA)
le vendite sono aumentate dell’8 per cento, tenendo un ritmo superiore a quello della domanda con
il successo di Jeep che per il secondo anno consecutivo è riuscita a battere il record annuale di
vetture consegnate (attestandosi ad oltre 731.000 auto).
Negli Stati Uniti, con la fine del 2013 sono stati messi a segno 45 mesi di crescita consecutiva,
registrando il più alto livello di vendite annuali dal 2007.
In Canada, è stato archiviato il 2013 con il 49° mese di miglioramento continuo, confermando il
secondo posto tra i principali costruttori del Paese e segnando il miglior anno, a livello di vendite,
degli ultimi tredici.
In America Latina (LATAM) sono stati registrati buoni risultati, anche se in diminuzione rispetto
all’anno precedente, a causa soprattutto dell’effetto negativo dei cambi di conversione, in
particolare del Real, della crescita inflazionistica dei costi industriali collegati alle attività
brasiliane, oltre che dei costi connessi all’avvio dei lavori per il nuovo stabilimento di Pernambuco.
LATAM si confronta peraltro con un anno record come il 2012, quando il Gruppo aveva messo a
segno una performance eccezionale grazie alla rapidità con cui aveva saputo sfruttare il repentino
aumento della domanda conseguente alle politiche di incentivazione fiscale varate dal governo
brasiliano.
Nonostante ciò, in Brasile è stata confermata la posizione di leadership, detenuta per dodici anni,
con una quota di mercato che è ancora di 2,7 punti percentuali più alta di quella del concorrente più
prossimo.
In Argentina, le vendite sono aumentate del 31 per cento e la quota di mercato è cresciuta di 1,4
punti percentuali.
Nell’area dell’Asia-Pacifico (APAC), il Gruppo ha realizzato un’ottima performance.
Le vendite, incluse quelle delle joint venture, sono aumentate del 73 per cento, superando
nettamente l’andamento del mercato, che nell’anno è cresciuto del 9 per cento.
In Cina continua il buon momento della Fiat Viaggio che è diventata la vettura più venduta del
Gruppo nella regione; in India, grazie alla nuova rete di vendita, ora gestita interamente dal Gruppo,
i volumi sono aumentati del 41 per cento; in Australia è stata registrata la migliore performance
annua sul mercato, con una crescita del 53 per cento.
In EMEA le condizioni di mercato sono rimaste estremamente deboli, con il settore auto che in
Europa ha registrato un declino per il sesto anno consecutivo.
Ciò nonostante, il Gruppo ha ridotto in modo significativo le perdite nella region EMEA, che si
sono attestate a 470 milioni di euro, in miglioramento di 233 milioni rispetto al 2012, soprattutto
grazie a un migliore mix di prodotti, ai primi successi della strategia commerciale centrata sulla
famiglia della 500 e alle efficienze sui costi realizzate nel corso dell’anno.
I primi frutti della direzione che è stata intrapresa, intesa a espandere l’offerta di prodotto puntando
sui segmenti più alti e più remunerativi, iniziano a essere evidenti considerando gli ottimi risultati di
Maserati che ha registrato consegne in crescita del 148 per cento, un fatturato in aumento del 120
per cento, un utile della gestione ordinaria in miglioramento e margini superiori al 10 per cento dei
ricavi.
Ottimi anche i risultati di Ferrari, che ha aumentato i ricavi del 5 per cento (2,3 miliardi di euro) e
l’utile della gestione ordinaria del 9 per cento (364 milioni di euro), con un margine sui ricavi salito
al 15,6 per cento. Tutto ciò nonostante volumi di produzione volutamente mantenuti inferiori a
quelli del 2012, proprio per preservare la rarità e l’esclusività del marchio.
Parallelamente, è proseguito l’impegno nell’adozione degli standard di produzione dettati dal World
Class Manufacturing in tutti gli impianti industriali, con un focus costante sulla qualità dei processi
e dei prodotti (a testimonianza di questi sforzi, nel corso del 2013 gli stabilimenti di Pomigliano
d’Arco (Napoli), Tychy (Polonia) e Bursa (Turchia) hanno ottenuto la medaglia d’oro nella
classifica mondiale del World Class Manufacturing).
L’impegno a operare in modo responsabile e la promozione di un modello di sviluppo sostenibile
sono parte integrante dei valori di questo Gruppo. Si tratta di un approccio che continua ad essere
riconosciuto e apprezzato a livello internazionale.
Per il quinto anno consecutivo, Fiat si è affermata tra i leader di sostenibilità ed è stata nuovamente
inclusa nei prestigiosi indici Dow Jones Sustainability World e Europe, conseguendo il massimo
punteggio in alcune aree chiave di valutazione, tra cui quella economica, ambientale e sociale.
Inoltre, per il secondo anno consecutivo, il Gruppo si è confermato leader indiscusso tra le aziende
italiane per l’impegno e i risultati conseguiti nel contrastare i cambiamenti climatici. Le
performance ambientali, unite alla trasparenza nella comunicazione, sono valse a Fiat l’ammissione
anche al CDP Italy 100 Climate Disclosure Leadership Index (CDLI) e Climate Performance
Leadership Index (CPLI), raggiungendo la valutazione più alta tra le aziende partecipanti.
Si tratta di riconoscimenti che vanno ascritti a una filosofia di business radicata, condivisa e
promossa da ogni singolo individuo dentro l’azienda, in cui la ricerca dell’eccellenza dei prodotti si
coniuga a un modo di agire responsabile.
Una storia lunga più di 100 anni, scritta da uomini e donne con competenza e passione. Fatti e
prodotti che hanno ispirato il modo in cui il mondo è cambiato.

OSPECA
Marika Guerrini

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