LA CRISI DEL VENEZUELA

Il chavismo senza Hugo Chavez, che in qualche modo occultava la cattiva performance dell’economia venezuelana, sembra non migliorarela posizione del Venezuela. La situazione disastrosa del paese sud-americano è sempre più evidente ed il rischio di un default non è più una possibilità così remota dopo che la crisi economica si è tramutata anche in crisi finanziaria. i Cds (credit default swap) sono saliti alle stelle, evidente segno di preoccupazione dei mercati finanziari. Il Pil si contrarrà dello 0,5% nel 2014, la produzione industriale è in caduta libera, il settore delle costruzioni è crollato del 25% rispetto ad un anno fa e la Banca Centrale ha grosse difficoltà di approvvigionamento. Secondo la Scotia Bank, il paese potrebbe essere costretto a pagare fino a 24 miliardi di dollari, più del livello delle sue riserve attualmente disponibili, anche se attualmente il Venezuela si è trovato a dover pagare “solamente” 4,5 miliardi di dollari per 2 bond in scadenza ed evitare momentaneamente il default. L’inflazione si aggira attorno al 60% , il mercato nero del dollaro è impazzio tanto che tra valore del dollaro al mercato nero e quello ufficiale del cambio fisso c’è una differenza superiore al rapporto di dieci a uno. Ecco che allora iniziano ad aumentare i sostenitori del Bitcoin, visto come possibile alternativa al bolivar che continua a perdere inesorabilmente valore. In un anno, il Bitcoin, la moneta digitale nata 5 anni fa in Giappone e rapidamente diffusa in tutto il pianeta, ha perso il 70%, scendendo sotto i 350 dollari per unità, quando nel novembre del 2013 erano arrivati a valere anche oltre i 1.000 dollari. Tuttavia, in Venezuela non esistono più dollari da acquistare per comprare beni di importazione, rendendo in questo modo anche estremamente difficile per le imprese del settore agro-alimentare reperire le materie prime necessarie per la produzione, aggiungendo così alla situazione già catastrofica la possibilità di una crisi alimentare. Per questo, starebbe crescendo l’interesse per la moneta virtuale, che rappresenterebbe un modo per aggirare i controlli sui capitali e la detenzione di dollari, andando contro l’intenzione di Maduro di creare un paradiso socialista.

OSPECA
FABIO MORELLI

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