PROSPETTIVE ECONOMICHE DELL’AFRICA

Fin dal colonialismo, l’economia africana è decisamente incentrata sulle esportazioni di materie prime. Perciò ne consegue dall’aumento dei prezzi delle commodities possa solamente trarne vantaggio.
Tuttavia una crescita basata sulle esportazioni di materie prime è fortemente influenzata dagli andamenti di mercato e dalla salute dei suoi partners commerciale. Per questo motivo molti sostengono che l’attuale crescita possa cessare nel momento in cui i prezzi inizino a crollare, come peraltro sta avvenendo per il petrolio. Secondo altri la debolezza dell’economia africana sta nel fatto che il settore manifatturiero è ancora poco sviluppato e la disoccupazione, particolarmente giovanile, è alta.

Un recente studio del World Economic Forum sostiene, però, che qualcosa stia cambiando. Infatti è stato osservato come si è avviata una riallocazione delle risorse produttive verso attività economiche più remunerative.
In particolare è stato esaminato un campione di 19 stati africani dal 2000 al 2010. La forza lavoro impiegata nell’agricoltura è diminuita del 10,61% a fronte di un aumento nella produzione 2,15% e nel settore dei servizi 8,23%. Stesso gli autori della ricerca hanno aggiunto che sono disponibili più notizie riguardo la quota di forza lavoro del settore primario rispetto alle altre. Infatti occorre ribadire anche la debolezza della stima condotta considerando l’esigua quantità e la scarsa qualità degli studi statistici disponibili.

L’Africa continua ad attrarre investimenti. Dal 2012 la Cina è il maggior partner commerciale del continente con la sottoscrizione di numerosi accordi che assicurano materie prime al paese asiatico a fronte di investimenti in infrastrutture negli stati fornitori. Spesso la Cina viene preferita a paesi occidentali perché il tipo di rapporto che ne scaturisce rimane di natura economica. Al contrario gli Stati Uniti e gli stati della UE tendono ad interferire nella vita politica facendo sembrare il loro intervento una sorte di neocolonialismo.

Una tendenza interessante è offerta dall’Angola. L’ex colonia portoghese, indipendente da metà anni ’70, sta registrando una forte crescita economica grazie anche ai già citati investimenti cinesi.
La prospettiva di ulteriore crescita ha fatto sì che diversi portoghesi si siano trasferiti alla ricerca di fortuna scappando dallo scenario difficile nel loro paese.

Dunque il futuro economico dell’Africa appare ancora molto legato alle esportazioni di materie prime e molto dipenderà da come i governi africani investiranno i proventi derivanti. Se verrà inoltre sviluppato il settore manifatturiero e diminuito il livello di disoccupazione giovanile, che nonostante i dati frammentari appare elevato, si può affermare che la crescita dell’Africa non è destinata a finire.

OSPECA
MAURO MARTINO

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